Ode per un giovane rampollo cafoncello dall’alto potenziale olfattivo:
Un clown del Circo Orfei
Chi è Lapo Elkann? Per coloro i quali si stessero ponendo ancora tale dilemma, oltre a compatirvi per esservi molto probabilmente persi tutte le puntate di Verissimo e di Tg2 Costume e società, arriva come un secchiello – l’Estate, avanza, siori – pronto a colpirvi in piena fronte questo mirabolante post. Tenetevi pronti, bottiglietta di Ben Cola sgasata alla mano, a prendere a testate il vostro pc.
Cari sfortunati sfigatelli della Milano non da bere, Lapo Elkann è il grande emblema e simbolo del marchio made in Italy in giro per il mondo, oltre che erede della famiglia Agnelli.
Grazie a Lapo ora il mondo può vantare occhiali per interfacciarsi con il mondo alla modica cifra di 1000 euro, moccassini ammazzalibido “ora mi faccio un giro in barca con Massimo D’Alema” ed un brand come Italia Indipendent meglio noto come “corso d’alta formazione d’omologazione repentina e pacchiana a volontà”, ma pur sempre Indipendent, sia chiaro… oltre ad essere l’unico al mondo, ad avvalersi di lezioni magistrali, una tantum, del buon vecchio RobertoanimalierCavalli.
Chi sia il Lapo vero ed originale tra i due, ahimè, non è dato saperlo.
Lapo Elkann è quindi, l’uomo delle grandi idee anche low cost (Lapo gli operai Fiat chiedono urgentemente di passarti al telefono VendolaAfterGasparri per un bel vaffa da collezione).
Lapo è tutto questo e non solo, è un opinion-leader, un life-stylist, un pessimo hair-stylist ma soprattutto, una persona comune ed infatti:
“io ho lavorato come operaio… in linea di montaggio linea due ammortizzatore cavalletto sono stato due mesi”.
Perchè Lapo è un uomo cresciuto con la volontà di capire le cose dal basso e la dura realtà del dipendente-operaio, ma all’interno sia chiaro, solo di patinate interviste. Perchè, quando si tratta di bilancio, crisi economica, cda Centovetrine è niente a confronto, questi tornano ad essere concetti superflui e di scarsa importanza.
D’altro canto a noi che ce frega, l’importante è che con il Materdì sera scatti l’ora del week-end.
Lapo è l’uomo vuoto, hai presente il vuoto, beh sì il vuoto, l’i-vuoto, brandizzare ed esportare il vuoto, il marchio Italia nel mondo grazie al vuoto, perchè il vuoto può portare la pagnotta a fine mese a tutti, insomma il vuoto vuoto vuoto. Lapo è questo, l’ennesima feccia da Briatore (per dirla alla Ministri): un meraviglioso marchio per/del/nel/ nulla cosmico. Oltre che un inconsapevole, con un pessimo gusto per l’abbigliamento.
L’Italia chiede e l’Italia ottiene, di sognare attraverso gli occhi strabici di un burino con i capelli da Re Leone, attraverso le macchie arrr di Roberto Cavalli, attraverso le pantofoline di Flavio marrume Briatore.
L’Italia chiede e l’Italia ha.
Amen
P.S. Se fossi alla ricerca di una favola sul miracolo economico italiano: clicca qui.
L'azione è carattere, se non facciamo mai niente non saremo nessuno.
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