Quella città prima o poi

Faking the books, Lali Puna

Holly Miranda, Waves

Gil Scott-Heron, New York Is Killing Me

La merafora della valigia

4 febbraio 2010 beatexplosion 1 commento

Buongiorno mondo e buongiorno lettori, pochi ma stimati e fidati, perdonate il poco tempo destinato all’aggiornamento del mio diario di bordo causa esami e programma alla radio. Mi credereste se vi dicessi che io, in realtà, ci tengo tantissimo a questo spazio virtuale? Garantisco, è così e cercherò di dimostrarlo quanto più possibile nei prossimi tempi. Detto questo, mi conoscete abbastanza ormai e sapete quanto sia la condivisione, una delle mie prime e fastidiossime caratteristiche, so…

Cinema: ho visto “Avatar” in 3D di James Cameron e “Tra le nuvole” di Jason Reitman, due film a dir poco diversi ma di notevole bellezza. Il primo nel suo essere una storia vecchia come la Terra ma intensa ed emotivamente vivida nele descrizioni del pianeta Pandora, dei personaggi e dell’amore nei confronti della natura; il secondo nel suo essere un cinico spaccato del momento di crisi economica che stiamo vivendo, valigia alla mano, attraverso gli occhi di uno spassoso tagliatore di teste, quale George Clooney. Ho recuperato inoltre, due titoli che mi ero persa al cinema: “Jennifer’s body” e “500 days of Summer”. Il primo l’ho trovato, nonostante la sceneggiatura di Diablo Cody, vagamente forzato e sparato verso un esito inconcludente ed il secondo mmm, insomma… troppo indie anche per i miei gusti. Carina la colonna sonora e la scelta di un protagonista laureato in architettura ma che si ritrova a scrivere biglietti d’auguri (sarà scattata un’identificazione da parte mia? Chissà ;) ) ma, diciamolo, non si va oltre… un gran peccato. Qualche parola su “Tra le nuvole” di JunkiePop, potrebbe convincervi ad andarlo a vedere:

“… il perfetto bilanciamento tra il cinismo del working class hero del nuovo millennio e per ossimoro del suo eroismo. Il riconoscimento di un ruolo nuovo, nella società odierna, della figura annientatrice, la morte che monda che veste un completo grigio, gira in trolley e ha un portacravatte da viaggio (Dio che cosa affascinante) come lama per tagliare le gole. Un bilanciamento tra parti e ruoli, perchè alla fine non contano le vittime, conta come le si fanno morire, se con metodi artigianali, di classe e per paradosso “umani” o nuovi, impersonali, freddi, sull’orlo del nichilismo.
E’ qui che il film diventa un breviario delle piccole analogie e delle grandi lontananze tra professionisti navigati, soli, con un unico riflesso della propria vita nella dignità degli altri nel momento in cui si uccidono, e chi di quella vita non sa a conti fatti cosa farsene, che preferisce i valori della propria di dignità e che in finale non trova uno scopo nell’uccidere. Perchè appunto il suo modo non lascia dignità nel taschino. Ed è qui che infine, entra in scena un terzetto d’attori che definire eccezionale è poco, Clooney perfetto nel ruolo di sè stesso, Vera Farmiga che tolto The Departed speriamo abbia partecipato al ruolo che la consegni al cinema di un certo livello e Anna Kendrick, contraltare perfetto per l’attitudine gigionesca Clooneyana.
Intorno grandi figure come Zach Galifianakis (che oh, ma dopo The Hangover è il mio must di modello umano) e Jason Bateman, il fratello di Justine. Rimane l’amaro in bocca al termine del film, nella coscienza che si è amato un film profondamente cinico, senza speranza e lo si è fatto col sorriso delle grandi occasioni, col dubbio che qualcosa nell’approccio della sedia del cinema si sia invertito.
O forse no.”

Telefilm: essì, lo so che vi sforno una novità al giorno. E’ finito Dollhouse, seconda stagione, Epitaph two, ciao ciao Joss Whedon e ci dispiace (recuperatevela). Si inizia allora a vedere Glee, Cougar Town e soprattutto, la nuova stagione di Lost (ebbene sì, mi sono fatta fregare!). Sono riusciti a creare in rete la cartina della metro per muoversi sulla famigerata isola:

All’improvviso

14 gennaio 2010 beatexplosion 2 commenti

“Forse le persone non mi piacciono poi tanto, come succede invece al resto del mondo. Sembra quasi che la razza umana sia innamorata di se stessa. Ma che ego spropositato bisogna avere per pensare di essere stati creati a immagine di Dio? Insomma, concepire l’idea che Dio dev’essere come uno di noi. Per favore! Come ha detto Stanley Kubrick, la scoperta di una forma di vita più intelligente della nostra su un altro pianeta potrebbe rappresentare una catastrofe per l’uomo, semplicemente perché non penseremmo più di essere il centro dell’universo. Forse sto diventando uno di quei vecchi strambi e burberi che preferiscono gli animali agli esseri umani. Ma, ogni tanto, gli esseri umani mi stupiscono e me ne innamoro: incredibile, no?”

da “Rock, amore, morte, follia” di Mark Oliver Everett

De saldi

10 gennaio 2010 beatexplosion 2 commenti

Direttamente dal blog de l’Internazionale:

1 Un paio di stivali da duemila euro al 50 per cento sono comunque degli stivali da mille euro.

2 Se i saldi sono una trappola per allocchi, i presaldi a invito sono il club degli idioti.

3 Nessuno sconto potrà rendere plausibile l’acquisto di un set per fonduta.

4 Far trapelare il tuo interesse per la maglietta che ha in mano qualcun altro è il modo migliore per convincerlo a comprarla.

5 Chi si è sempre chiesto come sia l’inferno può passare una giornata in un outlet durante i saldi.

E da voi, l’avventura saldi è iniziata? Per ora a quanti set da fonduta e chincaglierie varie siete arrivati? Siate onesti ;) .

Categories: A briglie sciolte Tag:

Passeggiata?

22 dicembre 2009 beatexplosion 1 commento

E poi ti chiedi perchè andarsene a vivere all’estero? Complimenti a Trenitalia ed ai suoi piani d’emergenza. Chi si occupa di queste cose, Harry Potter?

L’operaio Fiat

17 dicembre 2009 beatexplosion 1 commento

Le mie mani gravide di calli

e accartocciate sul tuo ventre,

provano a capire quante sigarette

potremo ancora farci nelle pause.

Sul volante, mentre torniamo a casa a dirci

quanto Beautiful abbia esaurito

le nostre dosi di cariche emotive,

scorrono nozioni di mercati liberi

e granelli  d’imprese in caduta libera.

Sorridiamo tutti d’entusiasmo giovanile,

forse per l’ebbrezza di uno schioppo di nervi.

I notiziari, che son cuori di latta,

a chiuderci gli occhi passano le giornate.

I politici, pronti a decorare quel fango dentro il quale

stanno cadendo televisioni noi poltrone noi mura noi.

Dei bambini continuano però a giocare ignari,

con pezzi di lauree dai sapori quasi sempre scaduti

e taglienti sogni paterni che,

già sanno di trovare in cassa integrazione.

E psichedelici sogni materni che,

già sanno di trovare sottobanco a buon prezzo.

Urleremo giorni di storia e complementi oggetto,

nella speranza di urtare un nostro simile.

Agiteremo valori assoluti ed ammissioni di nulla,

nella convinzione di spettacoli pirotecnici all’orizzonte.

Il paese è reale

14 dicembre 2009 beatexplosion 1 commento

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In libreria: ho appena terminato il primo libro della saga di True Blood di Charlaine Harris (regalatomi per il compleanno da due miei amici), dal quale è stato tratto anche l’omonimo telefilm, “Finchè non cala il buio” e l’ho trovato bè, come dire, di una noia mortale. Non penso proseguirò nel leggere il resto della saga. Inoltre, ho terminato anche la lettura di un piccolo caso dell’ultimo periodo di Mark Haddon, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, e l’ho trovato meraviglioso: vi consiglio assolutamente di non farvelo scappare. Certo, dopo “Infinite jest” di D. F. Wallace qualsiasi libro sembra non essere all’altezza e serve del tempo per riapprendere il concetto dell’obiettività. “Orgoglio e pregiudizio e zombie” di Seth Grahame-Smith mi sta facendo morire dal ridere!

Al cinema: ho ahimè visto una serie infinita di film altamente evitabili come 2012 di Roland Emmerich, La dura verità di Robert Luketic (non capisco come Alessio Guzzano abbia espresso a proposito un giudizio positivo!), Nemico pubblico di Michael Mann. Conto di rifarmi ora con un pò di film a casa ed un bel mucchietto al cinema, ho parecchio da recuperare e si spera di non rimanere delusi!

Nel frattempo, ricordiamocelo che, questo paese è fin troppo reale.

Storie were di persone were con emozioni were

11 dicembre 2009 beatexplosion 1 commento

Showcase: Oggi pomeriggio parleremo, dalle 18 fino alle 19.30 su Radio Bari Città Futura, assieme ai Camillorè del caso Tettamanzi e dell’eterna dicotomia potere temporale & potere religioso. Più che leggervi i vari articoli sparsi per la rete, vi consiglierei il penultimo numero de L’Espresso dedicato a Lega e razzismo, l’ultimo libro di Gian Antonio Stella (http://laderiva.corriere.it/2.html) ed un bellissimo editoriale di Gad Lerner su Repubblica (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/08/la-corona-longobarda.html).

In libreria: posso segnalarvi due libri che sto leggendo? “Orgoglio e pregiudizio e zombie” e “Sul giornalismo, assolutamente da non perdere.

Ci è o ci fa? Il presidente del Consiglio a Bonn, dove partecipa al congresso del Ppe, dice la sua sulla Corte Costituzionale.

Vittorio feltri dixit:La «cosa», come lei dice, da piccola è così diventata grande. Ma, forse, sarebbe rimasta piccina se Boffo, nel mezzo delle polemiche (facile a dirsi, adesso), invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato”. (Vittorio Feltri, direttore del Giornale, in risposta alla lettera di un’abbonata).

In rotazione

23 novembre 2009 beatexplosion Commenti disabilitati

Ecco il video ufficiale del nuovo singolo, intitolato “Sidewalk”, estratto dal disco di debutto “You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil” della band indie pop inglese Hatcham Social.

“A Community Service Announcement” è il singolo che anticipa l’uscita, fissata per il 4 dicembre, dell’album di debutto del ventunenne australiano Jonathan Boulet. Un pezzo pop con influssi electro coinvolgente, quasi ipnotico con quella base e l’andamento cadenzato. L’inizio promette bene per Jonathan Boulet.

Downtown

23 novembre 2009 beatexplosion 1 commento

Ore 21.

I colletti bianchi oggi sembrano osservarci svogliati dal grattacielo più alto della città, mentre la piazza continua a borbottare date ed avvenimenti storici a noi, ragazzi distratti. Così il pensiero, si fa triste e spiacevolmente bieco sulla via di casa. Buche e sporcizia, fame grigia, voce utopia fin troppo spuntata. Proviamo un pò tutti a riempire la strada del ritorno d’intenzioni e caramelle al miele, nell’amarezza della stagione che ci spinge desolati da una parte all’altra. No, non siamo reazioni chimiche impazzite. Solo un pò persi, solo un pò persi e così, ci ripetiamo. Senza preoccuparci degli equilibri.

Accarezzo il mio ventre, incastrato tra maglioni testimoni di generazioni. Tutti perdenti, all’angolo della stanza, in attesa. Accarezzo il mio ventre e so che a breve non riempirai più il mio sogno di bambina.

Nel frattempo, tornata a casa e spinta su per le scale dall’amorevole accumularsi di raccomandate, apro la porta e getto la giornata ed il mio corpo sulla poltrona buona, quella di nonna Iolanda. Ripeto a memoria la città dalla finestra, contemplo pilastri fumanti e pareti prefabbricate. Il cielo tossendo, mette una coperta su ognuno di noi: che disastro.