
E poi ti chiedi perchè andarsene a vivere all’estero? Complimenti a Trenitalia ed ai suoi piani d’emergenza. Chi si occupa di queste cose, Harry Potter?

E poi ti chiedi perchè andarsene a vivere all’estero? Complimenti a Trenitalia ed ai suoi piani d’emergenza. Chi si occupa di queste cose, Harry Potter?

Le mie mani gravide di calli
e accartocciate sul tuo ventre,
provano a capire quante sigarette
potremo ancora farci nelle pause.
Sul volante, mentre torniamo a casa a dirci
quanto Beautiful abbia esaurito
le nostre dosi di cariche emotive,
scorrono nozioni di mercati liberi
e granelli d’imprese in caduta libera.
Sorridiamo tutti d’entusiasmo giovanile,
forse per l’ebbrezza di uno schioppo di nervi.
I notiziari, che son cuori di latta,
a chiuderci gli occhi passano le giornate.
I politici, pronti a decorare quel fango dentro il quale
stanno cadendo televisioni noi poltrone noi mura noi.
Dei bambini continuano però a giocare ignari,
con pezzi di lauree dai sapori quasi sempre scaduti
e taglienti sogni paterni che,
già sanno di trovare in cassa integrazione.
E psichedelici sogni materni che,
già sanno di trovare sottobanco a buon prezzo.
Urleremo giorni di storia e complementi oggetto,
nella speranza di urtare un nostro simile.
Agiteremo valori assoluti ed ammissioni di nulla,
nella convinzione di spettacoli pirotecnici all’orizzonte.
In libreria: ho appena terminato il primo libro della saga di True Blood di Charlaine Harris (regalatomi per il compleanno da due miei amici), dal quale è stato tratto anche l’omonimo telefilm, “Finchè non cala il buio” e l’ho trovato bè, come dire, di una noia mortale. Non penso proseguirò nel leggere il resto della saga. Inoltre, ho terminato anche la lettura di un piccolo caso dell’ultimo periodo di Mark Haddon, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, e l’ho trovato meraviglioso: vi consiglio assolutamente di non farvelo scappare. Certo, dopo “Infinite jest” di D. F. Wallace qualsiasi libro sembra non essere all’altezza e serve del tempo per riapprendere il concetto dell’obiettività. “Orgoglio e pregiudizio e zombie” di Seth Grahame-Smith mi sta facendo morire dal ridere!
Al cinema: ho ahimè visto una serie infinita di film altamente evitabili come 2012 di Roland Emmerich, La dura verità di Robert Luketic (non capisco come Alessio Guzzano abbia espresso a proposito un giudizio positivo!), Nemico pubblico di Michael Mann. Conto di rifarmi ora con un pò di film a casa ed un bel mucchietto al cinema, ho parecchio da recuperare e si spera di non rimanere delusi!
Nel frattempo, ricordiamocelo che, questo paese è fin troppo reale.

Showcase: Oggi pomeriggio parleremo, dalle 18 fino alle 19.30 su Radio Bari Città Futura, assieme ai Camillorè del caso Tettamanzi e dell’eterna dicotomia potere temporale & potere religioso. Più che leggervi i vari articoli sparsi per la rete, vi consiglierei il penultimo numero de L’Espresso dedicato a Lega e razzismo, l’ultimo libro di Gian Antonio Stella (http://laderiva.corriere.it/2.html) ed un bellissimo editoriale di Gad Lerner su Repubblica (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/12/08/la-corona-longobarda.html).
In libreria: posso segnalarvi due libri che sto leggendo? “Orgoglio e pregiudizio e zombie” e “Sul giornalismo“, assolutamente da non perdere.
Ci è o ci fa? Il presidente del Consiglio a Bonn, dove partecipa al congresso del Ppe, dice la sua sulla Corte Costituzionale.
Vittorio feltri dixit: “La «cosa», come lei dice, da piccola è così diventata grande. Ma, forse, sarebbe rimasta piccina se Boffo, nel mezzo delle polemiche (facile a dirsi, adesso), invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato”. (Vittorio Feltri, direttore del Giornale, in risposta alla lettera di un’abbonata).
Ecco il video ufficiale del nuovo singolo, intitolato “Sidewalk”, estratto dal disco di debutto “You Dig The Tunnel, I’ll Hide The Soil” della band indie pop inglese Hatcham Social.
“A Community Service Announcement” è il singolo che anticipa l’uscita, fissata per il 4 dicembre, dell’album di debutto del ventunenne australiano Jonathan Boulet. Un pezzo pop con influssi electro coinvolgente, quasi ipnotico con quella base e l’andamento cadenzato. L’inizio promette bene per Jonathan Boulet.

Ore 21.
I colletti bianchi oggi sembrano osservarci svogliati dal grattacielo più alto della città, mentre la piazza continua a borbottare date ed avvenimenti storici a noi, ragazzi distratti. Così il pensiero, si fa triste e spiacevolmente bieco sulla via di casa. Buche e sporcizia, fame grigia, voce utopia fin troppo spuntata. Proviamo un pò tutti a riempire la strada del ritorno d’intenzioni e caramelle al miele, nell’amarezza della stagione che ci spinge desolati da una parte all’altra. No, non siamo reazioni chimiche impazzite. Solo un pò persi, solo un pò persi e così, ci ripetiamo. Senza preoccuparci degli equilibri.
Accarezzo il mio ventre, incastrato tra maglioni testimoni di generazioni. Tutti perdenti, all’angolo della stanza, in attesa. Accarezzo il mio ventre e so che a breve non riempirai più il mio sogno di bambina.
Nel frattempo, tornata a casa e spinta su per le scale dall’amorevole accumularsi di raccomandate, apro la porta e getto la giornata ed il mio corpo sulla poltrona buona, quella di nonna Iolanda. Ripeto a memoria la città dalla finestra, contemplo pilastri fumanti e pareti prefabbricate. Il cielo tossendo, mette una coperta su ognuno di noi: che disastro.
Nessuno ci avrebbe scommesso una lira, ops euro. La mia avventura in radio, iniziata un pò per gioco un pò per scherzo (grazie a Dino&Maru), aveva le possibilità di andare in porto quanto l’ultimo film di Sciamalaian, eppure. Eppure mi ci sto veramente appassionando, sarà che sono nata cresciuta ed evoluta nel segno di High fidelity – Alta fedeltà. In ogni caso, puntata di domani succulenta – gnam, gnam – perchè saranno con noi su Radio Bari Città Futura i bravissimi Modaxì. Parleremo di…? As always, musica ed attualità, Lega e leghisti, White Christmas e tanto altro ancora.
Playlist:
1. Norah Jones – chasing pirates (novità)
2. Friendly Fires – kiss of life
3. Caparezza – abiura di me
4. Amari – dovresti morire
5. Anjulie – boom
6. Digitalism – zdarlight

Saltellavo in giro per la rete e, tanto per cambiare, mi trovo a leggere articoli, diciamolo pure, inutili:
http://www.soundsblog.it/post/8944/i-50-album-del-decennio-per-nme#continua

Siete d’accordo?
